Pensieri confusi

La neve che non c'è. Le ore a casa. Il desiderio di tirare con l'arco. La soddisfazione di aver trovato regali che mi soddisfano. La sensazione di tristezza di fronte ai cambiamenti altrui. Lo scorso inverno e quello ancora precedente. I mobili un poco vuoti e anche le pareti. Le cene prenatalizie, che rifuggo. La preghiera che non c'è. I legami che si allentano, pochi si stringono. Le ambizioni lavorative. I progetti che mi svegliano. Le tette. La costanza del lavoro. Il cellulare al buio e il male agli occhi. I pennarelli colorati, i quaderni, la scrivania libera. Le luci che verranno. Murakami, Paolo Nori, le sedie da trovare. L'aver da raccontare. Andare a teatro con Marta, per un ballo o un'opera. Andare a teatro e basta. Restituire i libri della biblioteca. Dormire. Rilassare gli occhi e rilassar la mente. Il prefrontale. Il tempo presente. La palestra dell'anima. Gli esercizi spirituali. Conoscere. Capire. Avere un obiettivo. O lasciare che giunga. Assecondare. Riconoscere. Nel mio animo il desiderio di storie, di affermazione personale e la debolezza, la paura. Interlinea, rispondere a Interlinea. Crederci, ribadire. Ho visto minuzie, immagino espositori. Musei dell'innocenza. I capelli corti di Laura. Le collezioni, l'enciclopedismo, la perfezione. L'incompiuto. A volte mi capita di voler tornare indietro, ripartire, altre strade. A volte vorrei andare avanti, ingranar la ridotta e salire. A volte il viaggio è troppo bello, spesso non vedo che terra.




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